Perchè abbiamo bisogno di leader resilienti?

Di | 15 novembre 2020

Il punto non è che cosa ci aspettiamo dalla vita, ma piuttosto cosa la vita si aspetta da noi.

Viktor Frankl

Il periodo che stiamo vivendo è denso di incertezze. Chiunque si trovi a dover guidare un’organizzazione, grande o piccola che sia – la propria famiglia, un gruppo di collaboratori o un’azienda – si trova dinanzi a sfide nuove e che non potevano essere previste. Per venirne a capo abbiamo bisogno della presenza a tutti i livelli di leader resilienti.

leadership resilienza

Perché oggi è importante la resilienza per i leader?

Zenger Folkman da qualche anno ha reso disponibile un self assessment per monitorare il livello di resilienza della popolazione manageriale (per chi vuole provare ecco il link).

Guardando i dati che ha rilevato dall’inizio della pandemia, salta all’occhio che tale livello è decisamente diminuito. Il calo è comprensibile in una situazione di incertezza come quella attuale, ma segnala un pericolo. I manager hanno una responsabilità aziendale ed etica nei confronti dei loro team. Per un manager è importante sapersi sintonizzare con le persone che ha intorno, di persona o virtualmente, e riconoscere i segnali di stress dei collaboratori. Soprattutto, in questo momento un leader deve avere un ruolo attivo nel promuovere la resilienza e essere un promotore di energia per aiutare gruppi e organizzazioni a svilupparla.

Ricordiamoci che per i leader e i manager la resilienza viene declinata in due componenti: quella personale di sviluppo o di potenziamento e quella del prendersi cura della resilienza dei propri collaboratori o del proprio team.

Ma che cos’è questa resilienza?

L’American Psychological Association definisce la resilienza come:

Il processo di adattamento positivo a fronte di avversità, traumi, tragedie, minacce o altre importanti fonti di stress. L’idea di resilienza implica la capacità di risollevarsi da un’esperienza difficile e, possibilmente, di attivare una crescita personale”.

Attenzione, però: sempre l’APA ci ricorda che essere resilienti non significa non provare emozioni difficili da gestire oppure sentirsi pesantemente sotto stress. Non stiamo parlando di  qualcosa che ci libera per sempre dall’essere sotto l’influsso delle emozioni tossiche: tutt’altro! La via verso lo sviluppo della resilienza comporta la sperimentazione di un considerevole stress emotivo.

Proviamo a tirare le somme su questo concetto che, dietro un’apparenza facile e accattivante, così semplice non è. La resilienza si mostra solo in condizioni di avversità o di rischio; è il risultato di un processo dinamico caratterizzato dall’interazione tra il cambiamento, l’individuo e le sue azioni e quanto succede nel suo ambiente.

Non è un concetto binario – c’è o non c’è – ma un continuum di possibili gradazioni che dipendono anche dalle situazioni affrontate: una persona può essere più resiliente in una circostanza e meno in un’altra.

Non dobbiamo dimenticarci inoltre che ciascuno di noi parte da tratti personali ma impara lungo il percorso a sviluppare comportamenti e pensieri che lo sostengono e lo mettono in grado di ricominciare alla fine dell’esperienza difficile. In pratica possiamo imparare a essere resilienti.


La leadership è una competenza essenziale per il successo di ogni organizzazione, che subisce l’impatto delle evoluzioni tecnologiche e sociali. Per questo motivo va sviluppata e aggiornata costantemente, trasversalmente al ruolo che si ricopre.

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