Comunicare come manager coach

Di | 5 novembre 2020

Il coaching è essenzialmente una forma di relazione, mirata allo stimolo delle risorse personali presenti nel coachee. Per essere un manager coach efficace avrete certo bisogno di un approccio flessibile, riconoscendo quei punti nella conversazione dove è richiesto un cambio di ritmo o di stile.

Per esempio, dove il coachee sembra avere necessità di più tempo per pensare o riflettere, un buon coach fa una pausa e poi riformula la domanda in modo diverso per suggerire nuovi pensieri.

O se il coachee appare bloccato o chiede input, il coach rispnde “Posso darti un suggerimento?” e formula le sue idee e i suoi suggerimenti come domande per stimolare il fresh-thinking. Per esempio il coach potrebbe domandare “Cosa ne pensi…?”, “Come potrei aiutarti?”.

Le domande aperte

Quando fai coaching hai la necessità di porre spesso domande aperte. Molti sono i modelli per descrivere questa forma di comunicazione. Il sinottico più semplice prevede quattro tipologie principali di domande aperte:

Ecco una loro declinazione sintetica:

  • Domande ampie o richieste di informazioni che sono utili per incoraggiare una vasta e generale discussione che è ottima per aiutare il coachee a condividere. Per esempio: “Raccontami di…”, “Descrive come…”
  • Domande Esplorative. Queste cominciano con Come, Dove, Quando, Cosa, Perchè o Chi. Esse aiutano il coachee a focalizzare ed esplorare una specifica area. Alcuni esempi: “Che cosa ti piacerebbe che fosse in termini specifici il risultato…?”, “Come misureresti che questo è stato raggiunto…?”
  • Domande Riflessive. Aiutano il coachee a riflettere sui propri pensieri che possono essere particolarmente utili quando sono coinvolte le emozioni. Per esempio: “Come ti senti a questo proposito…?”, “Che cosa ti provoca stress?”
  • Domande Provocatorie. Queste sono domande per testare idee, provocare il pensiero e aiutare il coachee ad esplorare ulteriormente, come: “Qual è l’ostacolo?”, “Qual è il risultato più positivo possibile?”

In generale:

  • Dopo ogni domanda dovresti ascoltare attivamente le risposte del coachee, indagando con cura, riassumendo e ripetendo per aiutare il coachee a riflettere e ad andare avanti
  • Non interrompere e mantieni una postura aperta e un buon contatto visivo. Questo ti aiuta ad “ascoltare con i tuoi occhi” 
  • Osserva le reazioni, le espressioni facciali e gli altri segnali non –verbali come base per ulteriore esplorazione. Per esempio, se il coachee ruota gli occhi in risposta a una domanda del coach, potrebbe essere utile domandare “Cosa ti ha indotto a ruotare gli occhi” o “Cosa stavi pensando quando hai reagito in quel modo?”

Per scoprire di più sul tema, consulta il programma del corso Le tecniche di coaching come leva di management

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