Quali competenze devono sviluppare i manager del futuro?

Di | 30 maggio 2017

In questo articolo Christophe Perilhou, Senior Manager Cegos, tratta le basi delle nuove competenze richieste al cosiddetto manager “post-moderno”. Il management è un ambito sempre più in fermento, complesso, incerto e di conseguenza sono richieste notevoli capacità di adattamentoflessibilità e innovazione.

manager del futuro

Taylor non è morto

Le condizioni lavorative attuali sono ben diverse da quelle in cui si trovava il fondatore dell’organizzazione scientifica del lavoro, Frederick Taylor, all’inizio del secolo scorso. Tuttavia, ha elaborato indicatori ancora diffusi nel pensiero manageriale, come ad esempio i concetti di segmentazione dei compiticentralizzazione delle responsabilità,  di logica dominante del “command-and-control“.

Non siamo forse rimasti “tayloristi” nel profondo?

Per creare valore manageriale oggi e ancora di più in futuro, molte abilità saranno “messe alla prova”. In questo articolo ci concentriamo soprattutto su quelle in cui spesso i manager sono meno preparati.

L’attitudine a creare “buona volontà”

Nell’era attuale, in cui la logica del “command-and-control” mostra chiari limiti, la capacità di “spingere le persone a fare ciò che probabilmente non farebbero di loro spontanea volontà” diventa una capacità fondamentale della funzione gestionale.

Sostanziali diventano quindi la qualità di leadership personale e l’abilità persuasiva, oltre che la capacità di suscitare fiducia e trasparenza totale. Chiarezza, etica personale, sincerità e competenza sono tutti ingredienti necessari a creare quella fiducia così difficile da costruire e, d’altra parte, così facile da distruggere.

Il ruolo di “Servant Leader”

Il manager di domani trarrà la sua forza non dal suo ruolo o status ma dalla sua capacità di creare valore per il team (e, indirettamente, anche per i clienti) e di aiutarlo a superare gli ostacoli. Questo approccio favorisce la capacità di ascolto, di supporto, di cambiamento delle prospettive e di visione generale e sistemica delle varie situazioni.

Il manager di domani è un manager “post-eroico” che non gioca a fare il comandante delle sue truppe: il motto “dare per ricevere” piuttosto che “comandare per controllare” rappresenta la nuova mentalità gestionale.

L’agilità come qualità personale

Quando piove tutti i giorni per molto tempo, ad esempio durante tutta l’estate, è inutile lamentarsi. È molto più utile organizzarsi! Allo stesso modo, in un contesto economico teso, imprevedibile, in cui spesso ci si ritrova a dover fare di più e meglio con meno risorse, la capacità d’accettazione è una capacità fondamentale che non tutti possiedono. Si richiede una forma di programmazione mentale che segue questo ragionamento: “Già che ho queste conoscenze e non ho sotto controllo tutti gli aspetti del problema, qual è nel dettaglio il mio obiettivo e cosa posso fare io concretamente? “.

Tale capacità è veramente sfidante, soprattutto in contesti in cui la pressione è sempre piuttosto alta. Essa prevede infatti di concentrarsi solo sugli aspetti di propria competenza, di trovare soluzioni orientate a risolvere l’imprevisto e l’incertezza senza timori ma anzi, con la curiosità verso l’ignoto tipica dell’esploratore.

Più “tuttofare” che pianificatore, il manager post-moderno ha un approccio da “innovatore”. Egli conferisce però all’innovazione una accezione meno tecnica e più creativa, orientata ai reali benefici per le parti interessate. Egli trova soluzioni sperimentando, accettando eventuali errori e guardandoli come opportunità per il proprio apprendimento.

L’abilità di creare abilità

Per molti manager “risorse” e “capacità” sono due concetti equivalenti. Tuttavia, le risorse si possono comprare, possono venir copiate oppure rubate. Le capacità, invece, sono difficili da comprare o copiare ma diventeranno una leva competitiva fondamentale nel prossimo futuro. A tal fine, creare valore attraverso integrazione di competenze diverse diventerà una capacità indispensabile per il management. Meno gerarchico, più agile e coordinatore, il manager post-moderno sarà un produttore di intelligenza collettiva.

La competizione in un’ottica di cooperazione e collaborazione

Il mondo di domani sarà ancora un mondo all’insegna della concorrenza, tuttavia le leve della competitività stanno cambiando. La creazione di valore al servizio dell’intelligenza collettiva è, all’interno delle organizzazioni più trasversali e resilienti, un passo verso lo sviluppo della cooperazione e collaborazione tra le persone.

Emergono quindi regole nuove:

  • Decidere e agire ponendo come obiettivo principale la soddisfazione reciproca, piuttosto che i puri risultati.
  • Ricercare sia internamente che esternamente una rapporto collaborativo, anziché concentrarsi sulla massimizzazione dei risultati individuali. Questo si applica nei confronti di tutti i soggetti presenti nel proprio ambiente, attraverso accordi e negoziazioni, anche informali.

La capacità di superare inevitabili aree di conflitto, propria delle organizzazioni a matrice, è una abilità di negoziazione importante, nonché altamente sfidante.

La padronanza di strumenti di collaborazione da applicare in contesti aziendali (come ad esempio la logica asincrona) diventerà presto una competenza di base, allo stesso modo in cui la padronanza all’uso dei fogli di calcolo Excel è fondamentale al giorno d’oggi.

Conciliare le esigenze con la benevolenza

Il manager del futuro sarà un professionista completo, che unirà sia l’orientamento al risultato che un orientamento costante al benessere dei propri dipendenti. Poiché la questione della corporate reputation diventerà sempre più rilevate, gli indicatori del clima aziendale diventeranno tanto “critici” quanto gli indicatori economici e finanziari.

In questo contesto, l’intelligenza emotiva, la capacità di comprendere e cogliere al meglio le proprie emozioni e quelle degli altri diventa una abilità chiave per l’esercizio della funzione.

La capacità di portare più risultati e riconoscimenti, magari impiegando un minor numero di risorse (economiche), è una sfida che solo i manager che riusciranno a sviluppare le qualità di flessibilità e di intelligenza emotiva raggiungeranno con successo.

Essere resilienti allo stress

Saper sopportare e gestire la pressione di fronte a situazioni difficili è una capacità essenziale che è utile allenare. Questo perché i ritmi lavorativi sono sempre più alti, ci si trova immersi in un flusso costante di informazioni e lo stress causato dall’essere costantemente “sotto pressione” aumenta il rischio di esaurimento.

Come per un atleta, il successo del manager di domani dipende dalla sua capacità di mantenere un equilibrio tra vita personale e lavorativa, oltre che una forma mentis e un carattere per cui non far fronte agli eventi, ma piegarli alle sue necessità.

Si ipotizza inoltre che certe pratiche come la meditazione o il “mindfullness” saranno parte della “cassetta degli attrezzi” del manager del futuro.

L’innovazione manageriale: una nuova sfida competitiva

Poiché il business verrà gestito con diverse modalità, anche il management sarà condotto diversamente. Si tratta di costruire nuovi modelli, nuovi sistemi e definire nuove competenze: sarà un mondo all’insegna della collaborazione, della cultura digitale e che lascia molto spazio alle “soft skills“.

Arriverà il punto in cui sarà necessario “disimparare” le credenze che hanno guidato fino ad oggi l’azione manageriale, poiché inserita nell’attuale economia industriale, che deve far fronte a un contesto moderno e instabile e che richiede pertanto nuove griglie di lettura.

Il lavoro da fare è enorme ed è ancora in via di sviluppo ma apre un ventaglio di possibilità senz’altro emozionanti per chi crede nell’uomo.

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giuliana Dal 1 anno

Finalmente un articolo che si discosta in modo positivo da lunghi elenchi di competenze manageriali che non vengono mai declinate nella loro applicazione pratica dagli autori di testi che compongono la letteratura in matera

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