Chiara Barbieri

Chiara Barbieri

Consulente e formatrice senior, guida le organizzazioni clienti nell’implementazione di corsi e percorsi di performance improvement. Specializzata nelle aree di Leadership, Productivity, Trust e Customer Loyalty, segue lo sviluppo e l’adattamento per l’Italia delle soluzioni FranklinCovey.

La paura (e il coraggio) del manager

 La paura (e il coraggio) del manager

Talvolta confusi con Superman o Wonder Woman, eroi o amazzoni, i manager in realtà provano emozioni. Attenzione: non solo quelle considerate ormai un must, come entusiasmo, positività, addirittura felicità. I manager provano anche paura. Nelle sue più svariate forme, dal timore al terrore. Thorschlusspanik o spavento. Avere paura è un’emozione umana fondamentale, primaria. Già Darwin scriveva

Chiara Barbieri

I 3 errori più comuni dei neo manager

 I 3 errori più comuni dei neo manager

Desiderata, sospirata, ambita… o forse solo meritata per il tanto lavoro e per i successi conseguiti. Eccola, la promozione a manager. Un importante riconoscimento e al tempo stesso un passo rischioso per un neo manager, ed è bene evitare le trappole (almeno quelle più comuni). Una volta – e in alcune organizzazioni ancora è così

Chiara Barbieri

Il vero profilo di uno Store Manager di successo

 Il vero profilo di uno Store Manager di successo

Il tuo profilo (o quello del tuo Store Manager) è lo stesso di 5 anni fa? Usi ancora gli stessi parametri per valutare le performance? Ciò che guida le decisioni è ancora la quantità di pezzi per scontrino? Forse stai sbagliando approccio. Ecco perché. Le transazioni sono sempre più multicanale L’esperienza di acquisto del cliente

Chiara Barbieri

W l’equilibrio! Perché vedere le richieste delle nuove generazioni come opportunità e non come minacce

 W l’equilibrio! Perché vedere le richieste delle nuove generazioni come opportunità e non come minacce

Le nuove generazioni esigono dai propri manager una maggiore attenzione al loro work life balance. Vogliono equilibrio, non sono più disposti a lavorare fino alle 10 di sera in prospettiva di una carriera che – forse – non è ai loro occhi così interessante. Questa piccola “rivoluzione culturale” sta infiammando le organizzazioni, che si vedono

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