Etica e management: diffondere valori, cultura, sostenibilità e benessere

Di | 6 settembre 2021

Il valore morale è il principio ideale che le singole persone, i gruppi, le organizzazioni e le collettività considerano nel regolare i propri comportamenti. Il tema dell’etica è una questione legata alla visione del rapporto tra persona e ambiente sociale, politico e fisico di riferimento.

etica e management

È inoltre complementare e più esteso rispetto alla dimensione normativa. La presenza di leggi impone infatti vincoli e comportamenti, mentre il valore morale assume importanza proprio quando esistono spazi di interpretazione o opzioni comportamentali non normate.

Pensando al business, ci sono un paio di contrapposizioni che possono essere evidenziate:

  • vantaggio individuale vs. bene comune,
  • esiti di breve periodo vs. esiti di lungo periodo.

Un manager ricopre un ruolo aziendale in cui ha la responsabilità di prendere decisioni in merito ad attività, persone e capitali. Per questo dovrebbe avere l’onestà intellettuale per chiedersi: la formula del valore morale è applicabile anche alle aziende? Certamente sì.

In particolare, dovremmo considerare l’etica e il valore morale come elementi regolatori nelle decisioni in cui si tratta di equilibrare l’utilità ristretta (ossia l’interesse degli azionisti) con l’utilità estesa (ossia l’impatto sulle comunità che ospitano l’azienda).

Per un lungo periodo, gli studi economici hanno rivendicato il fatto che i decisori economici operassero secondo razionalità, perseguendo semplicemente la massimizzazione dei profitti. Attualmente sono però presenti molte ricerche che evidenziano quanto le decisioni aziendali sono tutt’altro che basate su questa “razionalità egoistica”.

In ogni organizzazione esiste una dimensione definibile come “cultura”, che fornisce punti di riferimento rispetto alla desiderabilità sociale di alcuni risultati e all’accettabilità valoriale di determinati comportamenti. Va però ricordato che la cultura non è una dimensione stabile, si trasforma in base a cambiamenti generazionali o a trasformazioni della composizione della popolazione aziendale. L’organizzazione in sé può dunque essere vista come un’arena sociale in cui si confrontano interessi individuali e collettivi contrapposti e in cui le decisioni assumono sempre anche un valore morale collegato ad aspetti etici.

Corporate Social Responsibility e Shared Value: punti di attenzione

Oggi è sempre più comune richiamare l’importanza della Corporate Social Responsibility (intesa come volontà aziendale di gestire l’impatto sociale ed etico delle loro attività) e dello Shared Value (ossia considerare come strettamente correlato il successo di una impresa e l’effetto sul benessere della comunità che la ospita). Secondo molti è anche il risultato della diffusione di certificazioni quale la SA8000 e la AA1000, oltre che dello Standard ISO 26000.

È però importante anche ricordare che ciò che oggi sembra essere diventato un trend mainstream, è in realtà il risultato delle proteste popolari di fine anni ’90. Esse misero in luce quanto i comportamenti di alcuni multinazionali e grande imprese fossero forse utili per i grandi azionisti e i manager ma certamente dannosi per l’ambiente, la collettività e i piccoli azionisti. Per ricordare i casi più classici consigliabile la lettura di Accounting scandals e List of corporate collapses and scandals.

Elementi di criticità legati al tema etico

Ci sono alcuni temi che richiedono sempre più attenzione, anche a causa della loro forte interrelazione:

Vediamoli più in dettaglio:

  • Mancanza di equità: un’organizzazione etica e socialmente rispettabile deve cercare di essere basata su giustizia, equità e imparzialità. Fondamentale quindi il superamento dei bias e il contenimento di forme di autoritarismo.
  • Spreco di risorse aziendali: un accesso scorretto alle risorse aziendali produce perdite e sensazione di iniquità. Ritardi, pause dilatate, mancato rispetto delle scadenze, abuso di benefit e diritti, carichi di lavoro sbilanciati: sono comportamenti che, se cronici, connotano le organizzazioni non etiche.
  • Distruzione delle risorse pubbliche: è strettamente legato al tema ambientale. Si pone sempre di più l’attenzione a quanto alcuni comportamenti impropri possano produrre danni ambientali permanenti.
  • Frodi ai danni dei consumatori: sono quelle in cui le imprese tentano di ingannare i clienti per trarre impropriamente un proprio vantaggio. È una pratica non etica che dovrebbe essere oggetto di particolare attenzione.
  • Comportamenti aggressivi: è un problema etico sempre più comune in mercati del lavoro statici o regressivi. Il comportamento vessatorio consiste in atti intimidatori verso collaboratori e colleghi: molestare, usare volgarità, minacciare qualcuno fisicamente o, più in generale, creare un ambiente tossico caratterizzato da un clima negativo e insicurezza.

Oggi molte aziende stanno avvicinandosi con più consapevolezza al tema etico. Possiamo solo auspicare che colgano questa occasione come un momento per il ripensare il proprio agire.


Desideri apprendere come aumentare il grado di coerenza etico delle tue iniziative? Contattaci o visita la sezione dedicata alla formazione in azienda.

Altri focus sullo stesso tema

Lascia un commento

Avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi la notifica sui nuovi post del Blog

Abilita JavaScript e Cookies nel brauser per iscriverti