Il rientro dalle vacanze: come mantenere positività ed energia al lavoro

Di | 28 agosto 2018

Eccoci di ritorno dalle vacanze. Quasi tutti (si spera tutti in realtà) belli carichi, rigenerati, pieni di belle idee e buoni propositi. Come fare a mantenere questo “stato di grazia”, a non disperdere queste energie alle prime fatiche lavorative? Come evitare di farsi spegnere dal “logorio della vita moderna”, sicuramente più logorante oggi che ai tempi di Calindri? E soprattutto, come trasformare i nostri buoni propositi in un progetto?

The 7 Habits of Highly Effective People è un framework potente, che oltre ad aiutare le organizzazioni e i team, può aiutare anche le persone a non disperdere le proprie energie e raggiungere i risultati desiderati.

webinar 7 habits franklin covey

Vediamo insieme qualche punto saliente.

Le 7 abitudini

  1. Sii proattivo. Stephen R.Covey scriveva: la vita è il risultato delle nostre decisioni, non delle circostanze. Quali decisioni posso prendere oggi, lucidamente, per consentirmi di creare quello spazio vitale che mi consentirà di avere le risorse fisiche e mentali necessarie per raggiungere i miei traguardi? Come farò a uccidere i miei alibi più consueti (a titolo esemplificativo, “ non ho tempo”, “non ce la farò mai”, “tanto non funzionerà mai” “è inutile, sono fatto così”….)
  2. Inizia con la fine in testa. In questo è bene evitare di essere troppo generici. Evitare frasi come “farò del mio meglio” o “leggerò di più”. Definire e chiarire a noi stessi quella che Covey chiama Creazione Mentale è il processo più faticoso e rigenerante allo stesso tempo. E’ qui che i nostri devo si trasformano in scelta, è qui che accendiamo la passione e la consapevolezza imprescindibili per riuscire a raggiungere i nostri Risultati Desiderati.
  3. Metti in ordine le priorità. Questo “buon proposito” è davvero una priorità per me? Se lo è, cosa farò in concreto? Quando? Come? Come abbatterò gli ostacoli? Come troverò lo spazio per dare tempo ed energia a ciò che è più importante per me? I sogni diventano realtà un passo alla volta, giorno dopo giorno.
  4. Pensa vinco – vinci. Se il nostro obiettivo richiede e / o prevede la relazione con altri esseri umani, allora è opportuno chiederci innanzitutto se sto applicando la mentalità della scarsità o quella dell’abbondanza. Non esistono relazioni efficaci e durature se la mentalità è quella della scarsità. Capisco e identifico chiaramente che cosa significa vincere per me? Ho il coraggio di esprimerlo? Mi chiedo cosa significa vincere per l’altro? Prendo in considerazione opinioni e sentimenti dell’altra persona? Solo così la relazione può essere salda e funzionante.
  5. Cerca prima di capire e poi di farti capire. Se l’obiettivo prevede un miglioramento relazionale, questa abitudine è chiave e va continuamente esercitata. Sto davvero ascoltando, o ascolto quello che basta per replicare? Ascolto senza giudicare? Senza dare consigli non richiesti? L’Ascolto Empatico per Covey è l’essenza della vera leadership. Sono davvero pronto a prendermi la responsabilità di far funzionare le cose, o preferisco pensare che dopotutto sia colpa dell’altro?
  6. Eccola finalmente l’energia creativa, la forza del gruppo, delle relazioni che funzionano. Quella di cui probabilmente abbiamo bisogno per raggiungere i risultati più ambiziosi, che non saranno più miei, ma nostri. Come arrivarci? Attraverso la valorizzazione della differenza – di opinioni, di vedute, di esperienze e sensibilità differenti. Solo così, dice Covey, 1+1= 10, 100, 1000.
  7. Affila la lama. Rinnova con costanza. Le 7 abitudini sono un modello di rinnovamento, e proprio dal rinnovamento possiamo trarre le energie per fare diventare abitudini questi 7 elementi di comportamento. Le persone davvero efficaci rinnovano le proprie risorse con costanza. Mi viene in mente la storia della cicala e della formica. La cicala canta e gozzoviglia tutta l’estate mentre la formica accorta lavora e mette via il necessario per l’inverno.

Chi non trova tempo per se stesso e per rigenerarsi non è come la formica. E’ come la cicala. Usa le risorse in maniera frenetica, finché ci sono. Poi chiede aiuto alla formica.

La vera domanda è questa: fino a quando troveremo formiche disposte ad aiutarci? Non è più saggio partire da noi stessi e dalla nostra “self leadership”.

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