Managerial Coaching

Di | 9 maggio 2018

Il Coaching come una tecnica di Management

Il Coaching nelle aziende può essere utilizzato entro un ampio raggio di relazioni lavorative. L’applicazione più nota è quella agita da un professionista specializzato (coach) in relazione ad una persona con esigenze di apprendimento e priva di relazioni gerarchiche dirette. È però in costante diffusione anche un’altra interpretazione: quella in cui il “coach” è un manager e il “coachee” è il suo immediato subordinato.

Il coaching come metodo di gestione e sviluppo dei propri collaboratori diretti non è nuovo. La responsabilità di un manager per lo sviluppo dei suoi subordinati è sempre stata riconosciuta nel management come un elemento essenziale. Molti manager agivano la loro responsabilità formativa in maniera estemporanea.

managerial coaching

Oggi la definizione di un metodo di coaching chiaro può fornire ai manager i mezzi più efficaci attraverso cui possono assolvere al meglio la responsabilità di far crescere le competenze dei collaboratori.

La ciclica attività di assegnazione di obiettivi, il monitoraggio delle attività e la gestione del feedback è già, in se stessa, fonte di apprendimento per tutti i soggetti coinvolti (sia i capi, sia i professional). Un manager in effetti può aumentare le competenze dei propri collaboratori anche quando chiede di fare qualcosa, discute e analizza con loro i progressi e offre loro dei consigli utili.

Ciò che è nuovo nell’uso del coaching è rendere questo processo più completo attraverso una procedura step-by-step ben definita. Per questo il coaching è oggi considerato come una tecnica di management specifica, che richiede il rispetto di alcune attenzioni fondamentali.

La crescita di interesse nel Managerial Coaching

Il coaching on-the-job è un possibile collegamento tra le attività formative gruppali (indifferentemente indoor ed outdoor) e la pratica professionale quotidiana. I suoi vantaggi specifici sono:

  • Apprendere on-the-job riduce tutti i problemi di ‘trasferimento di apprendimento’
  • Il capo agisce personalmente come tutor; anche i collaboratori possono dare il supporto che viene richiesto

Probabilmente, alla gran lunga il più importante beneficio del coaching è il grande miglioramento della qualità delle relazioni lavorative tra il capo e il collaboratore. Il capo ha sempre un impatto cruciale sull’efficacia dei subordinati.

Un manager non comunicativo, che ha dei problemi di approccio o che gestisce impropriamente la propria natura emotiva, genera frustrazione nei collaboratori, con il rischio di riduzione della loro efficacia lavorativa. Un manager che fa coach sviluppa al meglio le abilità dei propri riporti e li porta al massimo del loro potenziale. In questo modo tutti traggono dei benefici – il capo, il subordinato e l’azienda.

Come fare Coaching Manageriale

Quasi tutte le situazioni lavorative possono essere usate come un’esperienza di apprendimento. Anche se piccole, i contatti quotidiani tra il capo e collaboratori possono diventare una parte di un training e di uno sviluppo a lungo termine dei subordinati. Quando il capo decide di fare coaching a uno dei propri riporto in un modo sistematico, dovrebbe seguire una serie di fasi logicamente correlate ed ispirate alla metodologia tipica del coaching professionistico. In pratica dovrà:

  1. Scegliere l’opportunità
  2. Definire gli obiettivi di apprendimento
  3. Pianificare la durata del percorso di coaching
  4. Concordare delle tattiche concrete ed operative
  5. Decidere i metodi e le scadenze di monitoraggio

Perché il coaching abbia successo, è fondamentale che il capo e il collaboratore lavorino insieme per sviluppare il Piano d’Azione sopra menzionato.

 


 

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amatthews Dal 3 mesi

Alessandro Reati, thank you for your blog post.Really thank you! Awesome.

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