Management trasversale: di cosa si tratta?

Di | 16 maggio 2017

Il concetto di “management trasversale” è un argomento sempre più discusso: queste discussioni sono però di reale aiuto ai manager? Jean-Pierre Testa, consulente di management Cegos, in questo articolo si propone di dare una definizione semplice e chiara del ruolo.

Persiste, infatti, la tendenza ad assimilare il management trasversale al project management,  o alla direzione, seppur rivisitato e adeguato alle sue specificità.

Perché oggi si parla tanto di Management trasversale?

Le aziende ricorrono sempre di più a funzioni trasversali per assicurare un coordinamento costante, necessario ad assicurare coerenza e un corretto funzionamento complessivo del lavoro. Tale esigenza di allineamento delle politiche aziendali e di armonizzazione delle pratiche condivise tra le diverse funzioni sta crescendo, parallelamente allo sviluppo dell’ internazionalizzazione, dell’outsourcing e di alcune funzioni o politiche di decentramento.

Si tratta di management vero e proprio?

Sicuramente sì, se ci si riferisce ad una sua semplice definizione: “gestire vuol dire far fare”. È questo infatti il punto comune che il management trasversale ha con le altre tipologie di management. Il compito del manager trasversale, infatti, è quello di “far fare” ai collaboratori, con lo scopo di ottenere i risultati attesi dall’azienda. Al di là di questa somiglianza, però, è interesse del manager trasversale dimenticare i parametri di riferimento della funzione tradizionale, se si vuole adottare la strategia appropriata.

Un aspetto in comune con il Project Management…

Ciò che accomuna il manager trasversale al project manager è il fatto che entrambi non si collocano all’interno della gerarchia ma si caratterizzano da un rapporto trilaterale tra, appunto, il manager trasversale, i collaboratori e la relativa struttura aziendale.

…Ma anche alcune differenze

A differenza di un responsabile di progetto, la cui missione è limitata nel tempo, il manager trasversale è responsabile permanente dell’intero processo operativo e funzionale: diffondere e allineare le politiche aziendali, rendere omogenee le pratiche in tempo reale a partire dalle diverse pratiche locali e così via.

Alcune aziende hanno ancora la tendenza a raggruppare all’interno del termine generico “progetto”, sia progetti a termine veri e propri, sia processi permanenti. Ciò non facilita sicuramente quei manager che hanno in carico entrambi i ruoli…

Un manager senza team

Infatti, se per avere successo nella sua mission interfunzionale, il manager trasversale si avvale del contributo di collaboratori, magari sparsi su più sedi o filiali, non possiede in realtà un team dedicato.

Un manager senza team dunque: sicuramente si tratta di una idea che sfida i paradigmi tradizionali di gestione. Tanto che, se si parla di gestione cross-funzionale, nessun impiegato ha il titolo di “manager trasversale”. A volte le aziende hanno addirittura difficoltà a trovare loro dei compiti soddisfacenti: tali manager potrebbero infatti riscontrare problemi di identità e riconoscimento.

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