Dalla gestione del tempo alla tensione del tempo

Di | 30 gennaio 2018

Nell’articolo riguardante la procrastinazione, ho introdotto il tema dell’attualità applicativa della matrice di Eisenhower (Importante/Urgente).

Qui non si vuole affatto metterne in dubbio l’utilissimo apporto che ha fornito negli ultimi decenni (e continua a fornire) nella gestione del tempo. C’è chi ha cercato anche di identificare le differenti generazioni che si sono succedute nell’affrontare questo cruciale argomento.

La tensione del tempo

Ogni generazione corrisponde a un approccio sempre più evolutivo rispetto al precedente e oggi si può ben parlare non più solo di gestione del tempo, bensì di tensione del tempo. In effetti:

  • l’accelerazione della dimensione temporal/tecnologica, che sta producendo sempre più il “regno dell’urgenza”, rischia di offuscare il senso del termine “importanza” così come di solito viene concepito, ossia ciò che porta un vero valore aggiunto in primis al senso del ruolo rivestito; in altre parole, il contributo distintivo individuale nell’organizzazione di riferimento;
  • la crescente necessità (che chiamerei pure “obbligatorietà”, in certi casi) di integrare competenze e funzioni diverse sta poi portando ad un superamento vieppiù marcato della citata dimensione individuale verso una dimensione collettiva che, a mio avviso, si configura come una sorta di esplicitazione strategica organizzativa in grado – magari – di poter contrastare, in talune circostanze, il culto dell’immediato e dell’istantaneo.

A Talleyrand è attribuita la frase “Quando è urgente, è già troppo tardi”. Ebbene, tutto questo oggi è stato condotto a una sorta di paradosso per il quale il classico asse del tempo, lineare e orientato al futuro, cede il passo alla metafora del “puzzle del tempo” (felice espressione dovuta alla sociologa Gabriella Paolucci), riflesso di una complessa combinazione di aggiustamenti temporali (e temporanei) e la cui immagine non prende forma che solo attraverso una sua costruzione, spesso in continuo divenire.

tensione del tempo

Un nuovo approccio alla gestione del tempo

Pertanto la domanda finale è: in che misura la matrice Importanza/Urgenza, che moltissimi di voi hanno visto nei molteplici corsi di time management organizzati da tante aziende, oltre a indicare alcune linee direttrici fondamentali, riesce a tenere il passo con quella instabilità permanente a cui assistiamo quotidianamente? In tutto questo non possiamo dimenticare che, al di là della pressione giornaliera a cui tanti sono sottoposti, giocano spesso un ruolo, più o meno nascosto, i bisogni personali che comunque costituiscono una sorta di magma sommerso e che hanno un rilievo concreto nei comportamenti rispetto al confronto con la dimensione temporale.

Per anni abbiamo affermato che un approccio disciplinato alla gestione del tempo poteva permettere a tanti di poter transitare da un tempo spesso “subito”, ad un tempo significativamente più “scelto”. Ora – però – siamo di fronte ad una situazione dove i criteri stanno mutando perché quasi più volti ad alleviare la tensione del tempo, e non tanto alla sua gestione.

Sono e saranno sempre più criteri di depressurizzazione, a cui tuttavia non è estraneo un concetto culturale ed organizzativo di fondo in grado di non cedere in modo immediato e arrendevole a tutte le sollecitazioni esterne. Può apparire strano, ma non è raro sentir dire che la pianificazione sta sempre più perdendo terreno come approccio giacché viene sempre sconvolta dalle urgenze e dalle interruzioni.

È ovvio che occorre verificare in che misura tale pianificazione venga stravolta e quali siano le ragioni per le quali non venga, per così dire, blindata da chi l’ha prodotta. Se la percentuale supera una soglia ragionevole (ognuno potrà indicare questa soglia in base alla sua attività), bisognerà analizzare con attenzione cosa provoca la tensione del tempo.

 


 

Per approfondire il tema della gestione del tempo, leggi l’articolo del nosto blog di Sviluppo Personale “Gestione del tempo: i 6 segreti della focalizzazione”.

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