Lo stretching del manager in 8 step

Di | 12 dicembre 2017

Meeting di congratulazioni, di orientamento, di feedback, di delega… Tutte queste azioni di management “classico” parlano di metodi, di strumenti, di obiettivi, danno direttive su come fare, perché fare, quando fare…ma raramente aiutano a capire come essere. Marion Rigaud, consulente Cegos, analizza esattamente questo punto.

Affrontare ogni fase di una relazione è un enigma, un’esperienza che può essere più o meno facile per ogni manager. Tale enigma diventa ancora più grande quando ci si trova a dover gestire situazioni particolarmente delicate: un collaboratore che esprime insoddisfazione o rabbia, un rifiuto, una critica…

Per comprendere come affrontare queste situazioni, facciamo un paragone con le classiche tecniche di stretching, intese però come un percorso di miglioramento che porta ad una crescita del rapporto.

L'”allenamento” illustrato di seguito si propone di rispondere (o aiutare a comprendere la risposta) a questi tre quesiti:

Per quale motivo:

  • Perché Il mio collaboratore è importante
  • Perché più il nostro rapporto migliora e si distende, più lavoriamo con fiducia ed efficienza
  • Perché è di per sé un esercizio di sviluppo personale per me e per lui, se lo desidera

 

Lo stretching dei manager

Gli 8 strep dell’allenamento

  1. La presenza

    Concentrati sulla situazione che stai vivendo, sull’incontro col tuo collaboratore. Per un momento allontana dalla mente tutti i pensieri e gli impegni della giornata…per ora possono aspettare.

  2. Lo stato d’animo

    Sii curioso di conoscere il punto di vista del tuo collega, esplora la sua visione delle cose, la sua percezione della realtà. In tal modo vi sarà più facile allinearvi e trovare soluzioni comuni.

  3. Le regole del gioco

    Il punto di partenza essenziale per favorire un incontro proficuo è il parlare con sincerità e senza restrizioni. Ognuno deve essere in grado di esprimere il proprio punto di vista senza accusare l’altro.

  4. l’empatia

    Mettiti al posto del tuo collaboratore e cerca di capire il più possibile come possa sentirsi in quel momento.

  5. La riformulazione

    Ogni tanto, durante l’incontro, prenditi una pausa per capire se tutto ti è chiaro. Puoi porre delle domande al tuo interlocutore, suggerendogli eventuali aggiunte o correzioni.

  6. Il significato

    Comunica leimpressioni e le conclusioni che hai tratto dall’incontro, allineandoti con la comprensione e percezione del tuo interlocutore.

  7. Le domande

    Invita il tuo collega a fare domande. Questo può anche aiutare te, a fare chiarezza e a riflettere maggiormente. Dopodiché, inverti i ruoli.
    È attraverso lo scambio di ruoli e l’immedesimazione nell’altro che si può portare il rapporto a un nuovo livello. Il punto centrale non è la ricerca di una soluzione, né cercare di imporre la nostra verità e nemmeno puntare ad un compromesso. La differenza sta nella presenza, nell’onestà e nella trasparenza.

  8. La perseveranza

    Alcune volte arriveremo a conclusioni positive e costruttive, altre volte no. L’importante è andare avanti passo dopo passo: più si tenta, più la volta successiva sarà semplice affrontare le varie situazioni.

 


 

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