Le 6 Leggi del Management Digitale

Di | 10 ottobre 2017

La rivoluzione digitale – se così si può chiamare – sta ridisegnando nuovi confini per il ruolo del manager. Per evitare qualsiasi fraintendimento, potremmo definire il management digitale come un processo individuale o di team all’interno del quale vengono introdotte e utilizzate differenti tecnologie al servizio dell’efficacia collettiva (del proprio gruppo e, più in generale, della propria organizzazione). Qualcuno afferma che si dovrebbe parlare di un management “multicanale” o misto, una sorta di blended management.

Domandiamoci a questo punto quali siano i principi fondamentali che un manager deve seguire in un contesto di questo tipo, sempre più in evoluzione.

digital management

Le 6 leggi del Management Digitale

Possiamo individuare almeno 6 “leggi” cui ispirarsi per i propri comportamenti:

  • Legge 1: Distinguere le 2 famiglie essenziali di tool tecnologici:

– quelle a carattere 1.0 che servono per trasferire semplicemente le informazioni o per uno scambio di documenti e contenuti (ad esempio la classica email);

– quelle a carattere 2.0 che favoriscono invece l’interattività, il confronto relazionale per co-creare un nuovo contenuto e co-costruire nuove idee, come ad esempio il network sociale.

  • Legge 2: Scegliere il proprio spazio reale o digitale. Vi sono idee ed opinioni che emergono solo dal confronto vivo ed altre che nascono solo in un ambito digitale. Tutto dipende dalla natura dei contenuti e dalla qualità del management multicanale. Può capitare di dire qualcosa in un forum di discussione che non oseremmo mai affermare in un incontro faccia a faccia; e così vi sono dei contenuti che potremmo solo trasferire in una riunione o in un colloquio.
  • Legge 3: Ciò che non esiste nel reale ben difficilmente esiste nel virtuale. Non si diventa un buon manager in ambito virtuale se si è un cattivo manager nel reale. In altre parole: i comportamento inappropriati nel reale lo sono anche nel digitale.
  • Legge 4: Saper far prova di un uso corretto della tecnologia. Non è che se una cosa può essere gestita a livello digitale, la si debba per forza trattare in questo modo. Gli strumenti non si pongono ovviamente dei limiti, ma spetta all’utilizzatore stesso saperli porre al servizio dell’attività manageriale.
  • Legge 5: Un software o un’applicazione non gestiscono le situazioni e le persone al posto del manager. Sarà banale ricordarlo, ma il management digitale non è un “figlio di un dio minore” rispetto a quello tradizionale, bensì diverso e forse migliore. E’ necessaria l’integrazione dei tool con i processi organizzativi creati dal manager e funzionali ai tempi di produzione, di riflessione e di innovazione del team.
  • Legge 6: Il digitale impatta il funzionamento organizzativo. Occorre accettare questa evoluzione che implica un lavoro di articolazione coerente tra le attività in digitale e le attività in presenza.

In fondo queste leggi mettono il manager di fronte ad alcuni paradossi che devono essere se non risolti, ma almeno guidati. Basti pensare al rapporto tra il bisogno di controllo del manager medesimo e il bisogno di autonomia dei collaboratori in un ambiente digitale, spesso molto aperto e trasparente. Stiamo parlando di una trasformazione profonda con forti ripercussioni professionali.

 


 

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